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Notizie Giuridiche

» L'ascolto del minore nei casi di violenza assistita
29/01/2026 - Alessandro Pagliuca

Nel contesto dei procedimenti penali per maltrattamenti in famiglia, la figura del minore che assiste abitualmente a condotte violente assume una rilevanza centrale non solo sotto il profilo vittimologico, ma anche probatorio. La c.d. "violenza assistita" è ormai riconosciuta come forma autonoma di pregiudizio, idonea a integrare il reato di cui all'art. 572 c.p., ove il minore sia costretto a percepire abitualmente le condotte vessatorie poste in essere nei confronti di un genitore o convivente.

Un punto di vista criminalistico

Da un punto di vista criminalistico, l'ascolto del minore non rappresenta un mero adempimento formale, bensì uno strumento investigativo essenziale per la ricostruzione della dinamica relazionale e della sistematicità delle condotte abusive. La narrazione del minore, se raccolta con modalità scientificamente corrette (audizione protetta, ambienti neutri, personale specializzato), consente di individuare indicatori di abitualità, escalation della violenza e clima intimidatorio, elementi strutturali del delitto di maltrattamenti.

Sul piano giuridico, l'obbligo di ascolto trova fondamento nell'art. 315-bis c.c., nell'art. 351 c.p.p. e nella normativa sovranazionale (Convenzione di Lanzarote e Carta di Nizza), che impongono la considerazione del minore quale soggetto titolare di diritti e non semplice oggetto di protezione. L'ascolto diviene così presidio di legalità sostanziale: tutela il minore e rafforza l'accertamento penale.

La mancata o inadeguata valorizzazione della voce del minore rischia di tradursi in una sottovalutazione del fatto-reato, favorendo l'invisibilità della violenza domestica. Al contrario, un ascolto correttamente condotto consente di prevenire la reiterazione del reato, interrompere precocemente la spirale criminogena e orientare le misure cautelari e di protezione.

L'ascolto del minore non è dunque solo atto processuale, ma strumento di giustizia preventiva: dà prova al reato e, insieme, sottrae la vittima silenziosa al circuito della violenza.


Dott. Alessandro Pagliuca

Avvocato abilitato all'esercizio della professione forense- Criminologo

alessandropagliuca12@gmail.com

[Fonte: www.studiocataldi.it]

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