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Notizie Giuridiche

» Cultura e scultura della famiglia
22/11/2025 - Margherita Marzario


Si fa presto a dire o a mettere su famiglia e, poi, basta poco per l'insorgere di problemi, contrasti, crisi, lacerazioni o, addirittura, delitti.

Dalla storia, dalla letteratura, dalle varie scienze umane si apprende che la famiglia ha sempre comportato fatica e problemi, ma oggi è tutto amplificato, perché sono aumentate le fragilità, l'individualismo, il materialismo e altri fenomeni simili e sono venuti meno i valori che, in passato, davano stabilità, nel bene e nel male, a ciascuno.

Nelle famiglie o nei rapporti di vicinato di una volta pur litigando, si era solerti a intervenire, a esserci, a chiedere e dare un consiglio, un supporto. Regnavano solidarietà e saggezza, da cui è nata e di cui è intrisa la Costituzione.

Attualmente, sempre più spesso, la solidarietà viene a mancare tra le famiglie e anche in seno alla famiglia stessa, per cui accade che la famiglia diventi patogena o patologica e lesiva della salute dei suoi membri oppure che sia isolata da altri quando vi sono problemi di salute, in particolare di salute mentale, perché resistono alcuni tabù e stigmi sociali.

Lo psicologo e psicoterapeuta Fabrizio Fantoni dichiara: "Il malessere psichico contagia spesso chi vive più vicino alla persona che soffre. Tutto il nucleo familiare viene coinvolto nella malattia, perché si entra a contatto con stati emotivi profondi che appartengono a tutti gli esseri umani, ma che la malattia distorce e amplifica. Le reazioni sono spesso di rifiuto e di incomprensione, perché ci vuole coraggio a sostenere il contatto con emozioni così potenti. Perché i familiari diventino una risorsa vanno aiutati a capire e a comportarsi di conseguenza". Occorre che la famiglia ri-prenda consapevolezza di essere nucleo fondamentale della società e ambiente naturale per la crescita e il benessere di tutti i suoi membri e in particolare dei fanciulli e che deve ricevere l'assistenza e la protezione necessarie per assumere pienamente le sue responsabilità all'interno della comunità (dal Preambolo della Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia). Nel paragrafo "Sviluppare le abilità personali" della Carta di Ottawa per la promozione della salute (1986) si legge: "È essenziale mettere in grado le persone di imparare durante tutta la vita, di prepararsi ad affrontare le sue diverse tappe e di saper fronteggiare le lesioni e le malattie croniche. Ciò deve essere reso possibile a scuola, in famiglia, nei luoghi di lavoro e in tutti gli ambienti organizzativi della comunità. È necessaria un'azione che coinvolga gli organismi educativi, professionali, commerciali e del volontariato, ma anche le stesse istituzioni".

Successivamente, nel paragrafo "Entrare nel futuro" della Carta di Ottawa è scritto: "La salute è creata e vissuta dalle persone all'interno degli ambienti organizzativi della vita quotidiana: dove si studia, si lavora, si gioca e si ama. La salute è creata prendendosi cura di se stessi e degli altri, essendo capaci di prendere decisioni e di avere il controllo sulle diverse circostanze della vita, garantendo che la società in cui uno vive sia in grado di creare le condizioni che permettono a tutti i suoi membri di raggiungere la salute". La famiglia è il luogo per eccellenza in cui si studia, si lavora, si gioca e si ama, soprattutto si ama. Oggi, purtroppo, si fraintende sempre più l'amore, per cui ci si lascia quando si scopre di non amare più l'altro perché si è cambiati o perché l'altro è cambiato o per altre condizioni simili oppure ci si "incaglia" in relazioni tossiche o di dipendenza affettiva con riverberi sulla propria salute e su quella delle persone vicine.

Le relazioni tossiche (di coppia e di famiglia) sono peggiori della tossicodipendenza (anche perché lo spacciatore non è riconoscibile e la sostanza non è individuabile) o altra dipendenza: si vede tutto attraverso i fumi dell'alcol allontanandosi da se stessi e dalla vita circostante. Vasco Pratolini scriveva: "[...] o il mosaico delle anime combacia perfettamente o tutto si frantuma e disperde, e l'amore diventa abbruttimento, diventa disperazione, diventa odio, ed anche tragedia". Sbagliare la persona accanto a sé è perdere l'occasione di una felicità condivisa e moltiplicata, fare il peggiore investimento della propria vita. Prima di investire su qualcun altro bisogna conoscere e amare se stessi e concepire l'amore non come un sentimento ma fonte di sentimenti (e non semplici stati d'animo), è un progetto e non un solo fatto o atto, è una relazione e non un mero rapporto.

Questa consapevolezza, questa maturità affettiva e sentimentale è fondamentale per la costruzione della famiglia e l'eventuale concepimento di un figlio. Prima di concepire un figlio bisogna concepirsi genitori e "com-prendere" non "cosa" ma "chi" sia un figlio.

Spesso un figlio è considerato, dai genitori o dagli altri, come appendice del genitore ma, in senso traslato, si trascura che l'appendice si può infiammare e portare all'appendicite o alla peritonite. Ogni figlio non è un organo della famiglia ma un nuovo organismo, è da considerare "altro" dai genitori e "alto" ("tirare verso l'alto" è proprio il significato letterale di "allevare", verbo usato espressamente nella Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia).

Determinante per il "benessere" di tutta la famiglia è anche l'informazione e la formazione (e non la mera consultazione di manuali o il corso preparto) dei genitori, potenziali o in attesa, su ogni aspetto della salute di se stessi e del figlio.

"La perinatalità è un momento cruciale nella vita di ogni donna e della sua famiglia. La conoscenza del mondo della perinatalità è fondamentale per assicurare una gravidanza e un parto sicuri e soddisfacenti, nonché per garantire il benessere fisico e mentale della madre e del neonato. La perinatalità comprende la fase della gravidanza, del parto e del puerperio, e comporta una serie di cambiamenti fisici, emotivi e sociali per la madre e la famiglia. Conoscere i cambiamenti che si verificano durante questo periodo, le opzioni di assistenza e i rischi associati può aiutare a prendere decisioni informate e a prepararsi adeguatamente per la nascita del proprio bambino. Inoltre, la conoscenza del mondo della perinatalità può anche aiutare a identificare e gestire eventuali problemi di salute durante la gravidanza e dopo il parto, tra cui depressione postpartum, disturbi dell'allattamento e complicazioni del parto" (un team di esperti). Occorre che i genitori siano maggiormente informati e formati sulle caratteristiche della perinatalità e su tutti i cambiamenti, soprattutto ormonali, che comportano anche nel padre, per tutelare la salute del bambino (art. 24 Convenzione Internazionale sui Diritti dell'infanzia) e di tutti i componenti della famiglia. Si tengano presenti pure le difficoltà correlate alla nascita prematura (si legga la Carta dei diritti del bambino nato prematuro, 2010, in cui è sottolineato il ruolo della famiglia) o alla morte perinatale di un figlio.

Nell'indirizzo della vita familiare (art. 144 cod. civ.), poi, sarebbe opportuno considerare anche lo stile educativo e comunicativo che si intende fare proprio, singolarmente e come coppia genitoriale.

I figli non sono da venerare ma da generare, non da edulcorare ma da educare, non da tenere ma da "man-tenere", non da "tutorare" (sostituire) ma da tutelare, non da contendere (tra genitori in caso di separazione, tra famiglie in caso di affidamento o adozione, tra genitori e nonni, tra famiglia e scuola) ma da intendere, non da contentare ma da contenere, non da progettare ma da proiettare.

"[…] spesso noi adulti tendiamo a mettere i più piccoli al centro dell'attenzione e ad accontentare quanto più possibile le loro richieste. Ma quando un bambino viene troppo assecondato, potrebbe sentirsi legittimato a fare tutto ciò che vuole, anche al di fuori dall'ambiente familiare. Se in famiglia tutta l'attenzione ruota attorno al bambino, il rischio è che le sue richieste vengano sempre al primo posto e che aumentino con il passare del tempo. […] se fin da piccoli vengono sempre accontentati, quando si troveranno di fronte alle prove quotidiane potrebbero sentirsi impotenti o assumere un atteggiamento aggressivo proprio perché non si sentono compresi" (un team di esperti). I figli non vanno accontentati, assecondati, assillati anticipandone richieste e desideri, ma vanno allevati e accuditi nei limiti del possibile e a misura di ciascun bambino, come si ricava pure dalla Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia e in particolare dall'art. 27.

I figli non sono rinunce e sacrifici, sono figli e basta. Basti pensare alle elefantesse che portano avanti la gravidanza più lunga in natura e sono esemplari sotto il profilo etologico. La famiglia è essa stessa economia, ecologia ed etologia.

La saggista Lucetta Scaraffia afferma: "Troppo pochi sono quelli che hanno il coraggio di dire che non si ottiene nulla senza fatica e frustrazione, che il sacrificio è la condizione necessaria per l'apprendimento delle discipline indispensabili a preparare un giovane a entrare nel mondo degli adulti. Nessuno spiega ai giovani che, se non imparano, in famiglia e a scuola, la disciplina necessaria a ottenere un obiettivo, non otterranno mai niente nella vita". La vita è il primo diritto fondamentale ma comporta anche obblighi da adempiere e regole da seguire. Ogni fanciullo deve essere preparato appieno ad avere una vita individuale nella società (dal Preambolo della Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia) e altrettanto preparato ad assumere le responsabilità della vita (dall'art. 29 lettera d Convenzione).

A proposito di "preparare ad assumere le responsabilità della vita", i genitori hanno diritto alla conciliazione famiglia e lavoro (si pensi ai congedi parentali estesi anche ai padri) e, al tempo stesso, devono educare al lavoro, in tal modo si fa anche educazione della volontà e educazione finanziaria dei figli. "Lavoro" in molti dialetti si dice "fatica", perché comporta fatica come la famiglia. Lavoro e famiglia, due pilastri costituzionali perché fondamentali nella vita di ciascuno.

Si pensi che "soprattutto nella scuola primaria, i fattori che più influiscono sull'insuccesso scolastico sono legati proprio alla famiglia e all'ambiente circostante, e incidono ancora più pesantemente dopo la pandemia da Covid-19" (cit.). L'insuccesso scolastico è una spia di allarme che segnala l'inadeguatezza degli interventi degli adulti e il malessere dei bambini e dei ragazzi.

Un altro fenomeno concausato dall'ambiente familiare è il bullismo che, poi, si manifesta soprattutto a scuola. Gli atteggiamenti da parte degli adulti, delle famiglie, di tutta la società e delle vittime stesse, che favoriscono il bullismo: incuria o ipercura da parte dei genitori, indifferenza, indolenza, inerzia, ingiustizie, ipovisione (mancanza di sguardo e di lungimiranza), incultura, irresponsabilità. Si ricordi che la scuola, spesso, non è la fonte del disagio di bambini e ragazzi ma il luogo in cui esplode il disagio.

Inoltre, non esiste solo il fenomeno dei bambini scomparsi perché sottratti ai loro genitori ma anche la scomparsa dell'infanzia perché dominata, sia in famiglia sia a scuola, da adultocentrismo e altro, come denunciato per esempio dal pedagogista Daniele Novara in "I bambini sono sempre gli ultimi. Come le istituzioni si stanno dimenticando del nostro futuro". I bambini sono detentori del bello della vita e dei suoi segreti ma, purtroppo, dietro l'angolo ci sono alcuni adulti "pronti a scipparli". Esistono tante forme subdole di pedofilia, maltrattamento, abuso, violenza, anche in famiglia.

Tutto il "sistema" (a cominciare dalle città o dagli edifici scolastici che non sono affatto a misura di bambino) che ruota attorno ai bambini sarebbe da rivedere affinché i loro diritti siano tali e non quelli che si arrogano gli adulti.

Non è sufficiente la sottoscrizione di una Convenzione per la tutela dei bambini, ma occorre che vi sia un retroterra culturale e sociale in cui si tenga conto e vi sia rispetto dei bambini (che sono persone minori solo d'età), soprattutto negli ambienti vitali quali la famiglia e la scuola.

Nel diritto di famiglia e nel diritto minorile, oltre a un'evoluzione giurisprudenziale, ci vuole anche e soprattutto un'evoluzione intraculturale.

[Fonte: www.studiocataldi.it]

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